Presso il comitato ristretto della VII Commissione sono in discussione anche altre proposte di legge su: riordino degli organi di governo della scuola, stato giuridico dei docenti, reclutamento e formazione iniziale.
Progetto di legge Aprea. Audizione delle OO.SS. presso la VII Commissione Cultura della Camera
28-01-2009
Si è tenuta ieri, presso la VII Commissione Cultura della Camera, l'audizione delle Organizzazioni sindacali di categoria sulle proposte di legge aventi per oggetto le norme di autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché la riforma dello stato giuridico dei docenti.La Commissione cultura ha costituito un comitato ristretto con lo scopo di prendere in esame le varie proposte di legge sui citati argomenti, partendo dal testo base (PdL. n. 953) presentato al Parlamento dall'on. Aprea, presidente della VII Commissione, testo del quale abbiamo fornito informazioni e valutazioni fin dalla sua prima presentazione.
Intervenendo come FLC Cgil, abbiamo rilevato in premessa che siamo in presenza di un provvedimento che scardina alle radici il nostro sistema di istruzione e ciò richiede come non mai un confronto vero sia con il mondo della scuola che con la società.Secondo la FLC, il testo Aprea interviene in modo sostanziale sull'impianto costituzionale ed è proprio per questo che c'è la necessità di un approfondimento vero delle tante questioni che la proposta di legge affronta. A questo proposito abbiamo ricordato la lettera unitaria, a firma dei segretari generali confederali e di categoria dello scorso 23 luglio, nella quale si denunciava l'intenzione, contenuta nella proposta di legge, di intervenire sulla formazione in servizio, inquadramenti, progressioni di carriera e sulla retribuzione, nonché sui diritti di rappresentanza e di tutela dei lavoratori della scuola, prefigurando in tal modo il ripristino del regime pubblicistico su tali materie, ora di competenza contrattuale.
Abbiamo, quindi, elencato i punti principali della proposta Aprea che vedono la netta contrarietà della FLC Cgil: la possibilità di trasformazione delle scuole in fondazioni – che mina alle radici la funzione pubblica della scuola della Repubblica, a favore di una sua soggezione agli interessi politici ed economici estranei alla scuola quale comunità educante; il ritorno allo stato giuridico dei docenti; la mancanza assoluta di ogni riferimento al personale ATA - che è soggetto importante della scuola autonoma il cui ruolo va riconosciuto e valorizzato; le forme di reclutamento del personale ed i percorsi della formazione iniziale.
Abbiamo rilevato la contraddizione, su questi ultimi aspetti, con quanto deciso, nel luglio scorso, dal Ministro dell'istruzione che, in attuazione della norma contenuta nella Finanziaria 2008, Legge 244/07 art. 3 comma 416, ha costituito un gruppo di lavoro con il compito di "…definire i requisiti e le modalità della formazione iniziale e della attività procedurale per il reclutamento del personale docente….". Peraltro, abbiamo rilevato, non si può parlare del futuro sistema di reclutamento, senza prefigurare contestualmente soluzioni per chi è inserito nelle attuali graduatorie ad esaurimento, che vedono circa 250.000 persone, in possesso di titoli, accademici e professionali, accumulati in anni di precarietà, che attendono di conoscere il proprio destino occupazionale. Oltretutto con i tagli imposti dall’Economia, in alcune realtà territoriali e per alcune classi di concorso, si profila lo spettro di un loro mancato esaurimento nei prossimi anni!
Il fatto, poi, che si prefiguri la costituzione di un’area contrattuale, ridotta nelle competenze ma riservata ai soli docenti, con la evidente conseguenza, sottintesa a questo disegno, di affidare i destini contrattuali del personale ATA ad altra area, è in palese contraddizione con le proposte del ministro Brunetta che tende, al contrario ad una riduzione delle aree contrattuali attraverso l’accorpamento di quelle esistenti. Secco no è stato ribadito anche sulla proposta della separazione delle carriere dei docenti, che tende a rompere l'unitarietà della funzione docente, con la creazione di insegnanti di serie a e di serie b: per la FLC il possesso dei necessari titoli richiesti per l'insegnamento è la condizione che definisce l’essere insegnante.
Ma anche la proposta di ridefinizione degli organi di governo dell'istituzione scolastica, operazione senza dubbio necessaria, svela un'idea di scuola subalterna alle scelte ed agli interessi di soggetti, privati, che si intende far entrare nell’attività di indirizzo dell’istituzione scolastica, la cui autonomia progettuale e professionale subirebbe, contrariamente a quanto si proclama, un pesante vulnus.
Nel concludere il nostro intervento, abbiamo affermato che la scuola ha certo bisogno di interventi che la migliorino anche sotto l'aspetto organizzativo ma le norme contenute in questa proposta di legge ottengono solo un unico e certo risultato:lo smantellamento della scuola della Repubblica, come la Costituzione l’ha pensata e disegnata. Abbiamo infine chiesto all'on. Aprea di prevedere altri momenti di confronto sull'andamento dei lavori in Commissione, dato che molte sono le proposte di legge in materia presentate sia da parlamentari della stessa maggioranza che dall’opposizione e non sappiamo quale sarà il testo di legge che sarà sottoposto all’esame del Parlamento.
Ribadendo che l'impianto della proposta mira a scardinare il sistema di istruzione, riteniamo sia doveroso non considerarla come ordinaria proposta di legge e abbiamo auspicato che la maggioranza non tenti, ancora una volta, di "distrarre" l'opinione pubblica con dibattiti su questioni marginali.La posta in gioco è alta e vanno fornite puntuali informazioni e garantito un confronto ampio dentro e fuori la scuola, perché dirompente sarebbe l'effetto del provvedimento, se venissero approvate le norme contenute nel provvedimento Aprea, non solo sul nostro sistema di istruzione, ma anche sul ruolo della scuola in rapporto al modello sociale ed economico che si intende costruire. L'on. Aprea, nel chiudere la riunione, ha preso l'impegno di programmare altri momenti di confronto primo del passaggio del testo finale in sede referente. ribadendo che il testo sul quale continuerà a lavorare la Commissione è quello da lei proposto.
Roma, 28 gennaio 2009
mercoledì 28 gennaio 2009
Scuola Avviate le audizioni sul testo base della proposta Aprea.
Pubblicato da
Scuola AURELIO SAFFI Roma
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Insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica
per capire ciò che sta succedendo davvero nella scuola
10 domande – 10 risposte
1) Che cosa prevedono i provvedimenti varati dal governo?
Prima di tutto il decreto 112, poi trasformato in legge 133 all'inizio di agosto, prevede la soppressione di 87.000 posti di insegnamento e di 43.000 di personale ATA. Il decreto 137 del 1° settembre prevede poi che, « nell'ambito degli obiettivi di contenimento » (cioè per applicare questi tagli), le scuole « costituiscano classi affidate ad un unico maestro e funzionanti per 24 ore settimanali.». Al di fuori delle 24 ore non verrebbero più garantite le classi, gli insegnanti stabili, l'organico necessario, la gratuità del servizio. La qualità della didattica si abbasserebbe. Il Tempo Pieno sarebbe rimesso in causa, così come i Moduli Gli alunni nelle classi aumenterebbero.
2) Ma perché il ministro ha allora assicurato che il Tempo Pieno non verrà toccato?
Come già la Moratti, il ministro Gelmini gioca con le parole. Il decreto prevede che al di fuori delle 24 ore, singolarmente, le famiglie possano chiedere di lasciare il loro figlio a scuola per un tempo più « ampio ». Ma per comprendere che cosa succederebbe bisogna prima di tutto avere chiaro che cos'è il Tempo Pieno. Il Tempo Pieno non è la semplice copertura delle 40 ore settimanali. Il Tempo Pieno è fatto da due insegnanti statali titolari per ogni classe, con i bambini che frequentano 40 ore, mentre gli insegnanti ne fanno 44 (22 a testa). Questo significa che ci sono 4 ore di « compresenza » (tutti e due gli insegnanti in classe) per attività particolari, recupero dei bambini in difficoltà, uscite.... Ma specialmente ciò significa che su una classe ci sono 2 insegnanti (statali) che hanno con i bambini un rapporto continuativo e costruttivo, non spezzettato.
3) Che fine farebbe tutto questo?
Poiché l'orario normale diventerebbe di 24 ore, ci sono solo due possibilità: a) le famiglie pagano il servizio delle ore mancanti (pomeriggi), oppure, b) oltre le 24 ore lo Stato assicura solo la « copertura » dell'orario, ma con le cosiddette « classi spezzatino », cioè con un cambio continuo di insegnanti e compagni.
4) Che cos'è una « classe spezzatino » e come si realizzerebbe?
« Classe spezzatino » è il nome che insegnanti e genitori hanno dato a quelle classi che, a causa dei tagli già avvenuti in questi anni, si sono trovate a non avere più 2 insegnanti titolari (o 3 nel Modulo). Per coprire lo stesso le 40 ore (30 nel Modulo) si è allora proceduto nella direzione che lo stesso ministro Gelmini ha spiegato in questi giorni: eliminare le compresenze e quindi « liberare » dei « pacchetti » di ore in cui gli insegnanti possono intervenire in classi diverse dalla propria. Ma poiché questi « pacchetti » sono di 2 ore per ogni insegnante, per coprire tutto l'orario si arriva ad avere anche 7-8 e più insegnanti su una classe, oppure a mescolare le classi nelle ore di mensa, in alcuni pomeriggi etc...
5) Ci sarebbe quindi più caos di oggi?
Sì, contrariamente a ciò che dice la Gelmini. Il ministro utilizza il caos che si è creato in questi anni proprio con i primi orari « spezzatino » per dire in modo demagogico che ci sarebbe bisogno di tornare ad una sola figura di riferimento... Ma il suo modello non farebbe che peggiorare la situazione. Il caos di questi anni è determinato proprio dai tagli dei posti e dalla rottura della regola « due insegnanti titolari ogni classe a Tempo Pieno e tre ogni classe a Modulo ». L'inganno del
« maestro unico » porta un danno alla didattica e alla stabilità del rapporto alunni-insegnanti, oltre a portare disagi e costi per le famiglie .... In pratica, dopo aver creato i primi disagi, oggi il governo li usa come un pifferaio magico che trascina tutti al peggio.
6) Sembra di tornare al « tutor » della Moratti?
Certo. Chi farebbe infatti il « maestro unico »? E chi quello che gira tra le classi, sempre a disposizione per mense, pomeriggi etc...? Nei fatti si ripropone non solo il tutor, ma l'intero impianto di scuola proposto dalla Moratti, con un orario minimo per tutti e il resto a scelta individuale, i gruppi flessibili al posto delle classi al pomeriggio, i raggruppamenti nelle ore di mensa.... In più va considerato che con la proposta di legge Aprea tutto questo potrebbe condizionare anche lo stipendio degli insegnanti.....
7) Che cosa prevede la proposta di legge Aprea?
1) La possibilità di trasformare le singole scuole pubbliche statali in « fondazioni », cioè istituzioni private; 2) la trasformazione dei consigli d'istituto in « consigli d'amministrazione » di cui farebbero parte i privati che potrebbero condizionare programmi e didattica, istituire tasse etc...; 3) concorsi indetti scuola per scuola che legalizzerebbero il clientelismo e segnerebbero la fine della libertà d'insegnamento; 4) aumenti di stipendio solo più per pochi insegnanti, legati al giudizio annuale del dirigente e di colleghi « esperti », cioè alla disponibilità ad applicare le « riforme »; 5) fine del contratto nazionale e determinazione per legge di tutte le materie che riguardano gli insegnanti (orari di lavoro, diritti etc...);
8) Si tratterebbe quindi di una vera privatizzazione della scuola...
Sarebbe in effetti il colpo finale. Dopo che la Moratti ha eliminato i Programmi Nazionali e il ministro Fioroni non li ha ristabiliti, dopo che le scuole hanno cominciato a differenziarsi sempre di più, a imporre anche qualche contributo alle famiglie, a farsi pubblicità per strapparsi i « clienti », questi provvedimenti cambierebbero la natura stessa della scuola che non si potrebbe più definire « pubblica » e tanto meno « statale ».
9) Che cosa si prevede per le scuole superiori?
Negli ultimi giorni è apparsa la proposta di ridurre a quattro gli anni dei licei e degli istituti tecnici e professionali, di eliminare tutta una serie di indirizzi, di accorpare molte classi di insegnamento. Inoltre si prevede di ridurre le ore di lezione. Sono proposte già presentate in passato con due soli obiettivi: tagliare le spese, e dunque la preparazione dei ragazzi, e eliminare i titoli di studio oggi rilasciati, legalmente riconosciuti e validi nel mondo del lavoro (geometra, ragioniere, perito...).
10) Che cosa prevede il federalismo presentato in questi giorni?
Per la scuola si prevede la regionalizzazione completa del sistema e quindi la fine della scuola della Repubblica, uguale in tutto il Paese. Ogni Regione avrebbe proprie leggi, tasse etc... I contratti nazionali (e non solo quelli degli insegnanti) sarebbero distrutti. Con i tagli che si prospettano per le Regioni, poi, ci troveremmo ben presto a confrontarci con ulteriori attacchi, ma questa volta divisi regione per regione e senza possibilità di difendere la scuola in modo unito dal nord al sud del Paese.
Insegnanti, genitori, cittadini: fate conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, tra i conoscenti, la realtà che il governo nasconde.
TEST DI AUTOVALUTAZIONE DELLE MAESTRE DELL'ERA GELMINI
Scegliere solo una risposta per domanda
1) La scuola dell’uguaglianza è:
A. Una perniciosa deviazione comunista
B. La scuola dei principi costituzionali
C. L’attività di recupero sulle equivalenze
2) La collega maestra è
A. Una persona competente con cui scambiare idee e risolvere insieme problemi
B. Una concorrente per il premio salariale cui sottrarre le idee incentivanti
C. Non so, vivo nella mia classe, raramente le incontro.
3) La compresenza è:
A. Compre… cosa? In che senso?
B. Un’imbarazzante spreco di risorse
C. L’occasione di lavoro a gruppi per supportare chi è in difficoltà
4) Le uscite didattiche sono
A. Un’occasione di arricchimento della didattica e un collegamento tra scuola e territorio.
B. Una pericolosa esposizione dei bambini ai mille pericoli in agguato nella società
C. Una dannosa ed inutile interruzione della didattica del leggere, scrivere e far di conto
5) Il voto in condotta è
A. Un’arma fenomenale nelle nostre mani
B. Una semplificazione di una complessa serie di fattori da analizzare insieme ai genitori e ai colleghi
C. Una valutazione per verifiche stravaganti effettuate dentro grandi tubature
6) Il bambino migrante è:
A. Una dannosa ed inutile interruzione della didattica del leggere, scrivere e far di conto
B. Un allievo che dovrà dimostrare di essere all’altezza della nostra cultura
C. Una ricchezza per lo scambio culturale che potenzialmente porta nella classe
7) Il voto numerico è:
A. Un utile intervento governativo per migliorare le prestazioni degli allievi in aritmetica
B. Una pericolosa semplificazione
C. Più facile da scrivere, quindi migliore
8)Il grembiulino è
A. Un affare per le aziende tessili
B. Un intralcio dei movimenti e un’idea del passato
C. Una divisa simpatica che può dare lustro alla scuola
9) Come si scrive il nome della nuova ministra?:
A. Gelmini
B. Ghelmini
C. Terminator
10) Cosa significa “pari opportunità”?
A. Sempre aritmetica: pari, dispari, più, meno, quelle lì…
B. Una deriva pericolosa per una scuola votata all’eccellenza
C. Attenzione costante per eliminare ingiustizie di genere o collegate al ceto sociale e alla provenienza
11) Il Tempo Pieno è:
A. Uno spreco di denaro pubblico
B. Una preziosa risorsa didattica e sociale
C. Una formula di scuola interessante e da incrementare, a patto di limitarla alla parte antimeridiana della giornata
12) Se una bambina non capisce la tua spiegazione, cosa fai?
A. Spiego di nuovo, cambiando registro
B. La boccio
C. Consiglio ai genitori un percorso professionalizzante
Risposte:
1) A=3; B=0; C=2
2) A=0; B=3; C=2
3) A=2; B=3; C=0
4) A=0; B=2; C=3
5) A=3; B=0; C=1
6) A=2; B=3; C=0
7) A=3; B=0; C=2
A=3; B=0; C=3
9) A=3; B=2; C=0
10) A=2; B=3; C=0
11) A=3; B=0; C=3
12) A=0; B=3; C=2
Se hai collazionato sotto i 10 punti: ci dispiace, fai parte del 33% che dal prossimo anno non lavorerà più nella scuola pubblica.
Se hai fatto da 10 a 20: brava, sei una maestra sopportabile, anche se potresti incrementare un po’ lo zelo verso le riforme. Continuerai a lavorare con la paga base da miseria che hai oggi.
Se hai fatto da 21 a 30: brava! Sarai tra le colonne del nuovo corso. Stipendio premiale, ma ricorda che se non bocci almeno tre bambini all’anno il bonus potrebbe scaderti.
Se hai fatto da 31 a 36: bravissima, ti abbiamo già iscritta d’ufficio al nuovo corso-concorso da dirigenti della nuova era!
Scegliere solo una risposta per domanda
1) La scuola dell’uguaglianza è:
A. Una perniciosa deviazione comunista
B. La scuola dei principi costituzionali
C. L’attività di recupero sulle equivalenze
2) La collega maestra è
A. Una persona competente con cui scambiare idee e risolvere insieme problemi
B. Una concorrente per il premio salariale cui sottrarre le idee incentivanti
C. Non so, vivo nella mia classe, raramente le incontro.
3) La compresenza è:
A. Compre… cosa? In che senso?
B. Un’imbarazzante spreco di risorse
C. L’occasione di lavoro a gruppi per supportare chi è in difficoltà
4) Le uscite didattiche sono
A. Un’occasione di arricchimento della didattica e un collegamento tra scuola e territorio.
B. Una pericolosa esposizione dei bambini ai mille pericoli in agguato nella società
C. Una dannosa ed inutile interruzione della didattica del leggere, scrivere e far di conto
5) Il voto in condotta è
A. Un’arma fenomenale nelle nostre mani
B. Una semplificazione di una complessa serie di fattori da analizzare insieme ai genitori e ai colleghi
C. Una valutazione per verifiche stravaganti effettuate dentro grandi tubature
6) Il bambino migrante è:
A. Una dannosa ed inutile interruzione della didattica del leggere, scrivere e far di conto
B. Un allievo che dovrà dimostrare di essere all’altezza della nostra cultura
C. Una ricchezza per lo scambio culturale che potenzialmente porta nella classe
7) Il voto numerico è:
A. Un utile intervento governativo per migliorare le prestazioni degli allievi in aritmetica
B. Una pericolosa semplificazione
C. Più facile da scrivere, quindi migliore
8)Il grembiulino è
A. Un affare per le aziende tessili
B. Un intralcio dei movimenti e un’idea del passato
C. Una divisa simpatica che può dare lustro alla scuola
9) Come si scrive il nome della nuova ministra?:
A. Gelmini
B. Ghelmini
C. Terminator
10) Cosa significa “pari opportunità”?
A. Sempre aritmetica: pari, dispari, più, meno, quelle lì…
B. Una deriva pericolosa per una scuola votata all’eccellenza
C. Attenzione costante per eliminare ingiustizie di genere o collegate al ceto sociale e alla provenienza
11) Il Tempo Pieno è:
A. Uno spreco di denaro pubblico
B. Una preziosa risorsa didattica e sociale
C. Una formula di scuola interessante e da incrementare, a patto di limitarla alla parte antimeridiana della giornata
12) Se una bambina non capisce la tua spiegazione, cosa fai?
A. Spiego di nuovo, cambiando registro
B. La boccio
C. Consiglio ai genitori un percorso professionalizzante
Risposte:
1) A=3; B=0; C=2
2) A=0; B=3; C=2
3) A=2; B=3; C=0
4) A=0; B=2; C=3
5) A=3; B=0; C=1
6) A=2; B=3; C=0
7) A=3; B=0; C=2
A=3; B=0; C=3
9) A=3; B=2; C=0
10) A=2; B=3; C=0
11) A=3; B=0; C=3
12) A=0; B=3; C=2
Se hai collazionato sotto i 10 punti: ci dispiace, fai parte del 33% che dal prossimo anno non lavorerà più nella scuola pubblica.
Se hai fatto da 10 a 20: brava, sei una maestra sopportabile, anche se potresti incrementare un po’ lo zelo verso le riforme. Continuerai a lavorare con la paga base da miseria che hai oggi.
Se hai fatto da 21 a 30: brava! Sarai tra le colonne del nuovo corso. Stipendio premiale, ma ricorda che se non bocci almeno tre bambini all’anno il bonus potrebbe scaderti.
Se hai fatto da 31 a 36: bravissima, ti abbiamo già iscritta d’ufficio al nuovo corso-concorso da dirigenti della nuova era!






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