NO 133 NO 137

NO  133     NO 137

giovedì 13 novembre 2008

Lettera aperta dell'ex presidente della Repubblica Cossiga alla Polizia

Lettera aperta dell'ex presidente della Repubblica alle forze dell'ordine
"Sbagliate le cariche adesso, bisogna aspettare che sparino a qualcuno"
I consigli di Cossiga alla Polizia
"Prima una vittima, poi mano dura"Fini frena: "Chi usa le cinte è solo una minoranza rumorosa"
Alemanno: "La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione"
Francesco Cossiga ROMA - Aveva iniziato consigliando l'uso di infiltrati nei cortei edevocando le maniere forti da parte delle forza dell'ordine. Oggi Francesco Cossiga torna a dispensare suggerimenti, non richiesti, al capo dellapolizia Antonio Manganelli. E sono di nuovo parole destinate ad alimentarepolemiche.
"Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti",dice.
Considerazioni tutt'altro che condivise dal presidente della Camera,Gianfranco Fini: "Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie.Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze".
Intanto il suo collega dipartito e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica il ministro dell'Istruzione: "La Gelmini si è mossa male".
Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell'expresidente è affidato a una lettera aperta: "Un'efficace politicadell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e ilconsenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso imanifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato lemanifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore strategico" reagire con "cariche d'alleggerimento, usando anche glisfollagente e ferendo qualche manifestante". La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimocenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazionifosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino,rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti:basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senzapericolo per la vita". "La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescerefra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essie i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempioquella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga siaugura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi.
I tempi dell'intervento. "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - esolo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti conmilitanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade,negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenutaordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, ancheuccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forzedell'ordine contro i manifestanti".
La replica di Fini. Una visione apocalittica, quella di Cossiga, che però non trova proseliti. "Sono convinto che oggi ci sia un maggiore senso diappartenenza - osserva Gianfranco Fini - ed è bello vedere che nelle scuole,anche in questi giorni, giovani di destra e di sinistra si confrontano".
Alemanno: "Gelmini si è mossa male". Non entra nel merito della riforma, il sindaco di Roma, ma critica l'atteggiamento del ministro Gelmini che sisarebbe mossa "senza partecipazione", lasciando "alla sinistra una funzioneche non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giustiinterlocutori del mondo della scuola per tempo, e non in ritardo comeabbiamo fatto". Chiaro il riferimento al comportamento del ministro,sottolineato dalla precisazione del portavoce di Alemanno, SimoneTurbolente, che smentisce "categoricamente" che il sindaco "abbia maiespresso giudizi negativi riguardo la riforma Gelmini, come riportato dalleagenzie di stampa. Le sue parole sono state evidentemente male interpretate".
8 novembre 2008

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Insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica
per capire ciò che sta succedendo davvero nella scuola

10 domande – 10 risposte
1) Che cosa prevedono i provvedimenti varati dal governo?
Prima di tutto il decreto 112, poi trasformato in legge 133 all'inizio di agosto, prevede la soppressione di 87.000 posti di insegnamento e di 43.000 di personale ATA. Il decreto 137 del 1° settembre prevede poi che, « nell'ambito degli obiettivi di contenimento » (cioè per applicare questi tagli), le scuole « costituiscano classi affidate ad un unico maestro e funzionanti per 24 ore settimanali.». Al di fuori delle 24 ore non verrebbero più garantite le classi, gli insegnanti stabili, l'organico necessario, la gratuità del servizio. La qualità della didattica si abbasserebbe. Il Tempo Pieno sarebbe rimesso in causa, così come i Moduli Gli alunni nelle classi aumenterebbero.
2) Ma perché il ministro ha allora assicurato che il Tempo Pieno non verrà toccato?
Come già la Moratti, il ministro Gelmini gioca con le parole. Il decreto prevede che al di fuori delle 24 ore, singolarmente, le famiglie possano chiedere di lasciare il loro figlio a scuola per un tempo più « ampio ». Ma per comprendere che cosa succederebbe bisogna prima di tutto avere chiaro che cos'è il Tempo Pieno. Il Tempo Pieno non è la semplice copertura delle 40 ore settimanali. Il Tempo Pieno è fatto da due insegnanti statali titolari per ogni classe, con i bambini che frequentano 40 ore, mentre gli insegnanti ne fanno 44 (22 a testa). Questo significa che ci sono 4 ore di « compresenza » (tutti e due gli insegnanti in classe) per attività particolari, recupero dei bambini in difficoltà, uscite.... Ma specialmente ciò significa che su una classe ci sono 2 insegnanti (statali) che hanno con i bambini un rapporto continuativo e costruttivo, non spezzettato.
3) Che fine farebbe tutto questo?
Poiché l'orario normale diventerebbe di 24 ore, ci sono solo due possibilità: a) le famiglie pagano il servizio delle ore mancanti (pomeriggi), oppure, b) oltre le 24 ore lo Stato assicura solo la « copertura » dell'orario, ma con le cosiddette « classi spezzatino », cioè con un cambio continuo di insegnanti e compagni.
4) Che cos'è una « classe spezzatino » e come si realizzerebbe?
« Classe spezzatino » è il nome che insegnanti e genitori hanno dato a quelle classi che, a causa dei tagli già avvenuti in questi anni, si sono trovate a non avere più 2 insegnanti titolari (o 3 nel Modulo). Per coprire lo stesso le 40 ore (30 nel Modulo) si è allora proceduto nella direzione che lo stesso ministro Gelmini ha spiegato in questi giorni: eliminare le compresenze e quindi « liberare » dei « pacchetti » di ore in cui gli insegnanti possono intervenire in classi diverse dalla propria. Ma poiché questi « pacchetti » sono di 2 ore per ogni insegnante, per coprire tutto l'orario si arriva ad avere anche 7-8 e più insegnanti su una classe, oppure a mescolare le classi nelle ore di mensa, in alcuni pomeriggi etc...
5) Ci sarebbe quindi più caos di oggi?
Sì, contrariamente a ciò che dice la Gelmini. Il ministro utilizza il caos che si è creato in questi anni proprio con i primi orari « spezzatino » per dire in modo demagogico che ci sarebbe bisogno di tornare ad una sola figura di riferimento... Ma il suo modello non farebbe che peggiorare la situazione. Il caos di questi anni è determinato proprio dai tagli dei posti e dalla rottura della regola « due insegnanti titolari ogni classe a Tempo Pieno e tre ogni classe a Modulo ». L'inganno del
« maestro unico » porta un danno alla didattica e alla stabilità del rapporto alunni-insegnanti, oltre a portare disagi e costi per le famiglie .... In pratica, dopo aver creato i primi disagi, oggi il governo li usa come un pifferaio magico che trascina tutti al peggio.
6) Sembra di tornare al « tutor » della Moratti?
Certo. Chi farebbe infatti il « maestro unico »? E chi quello che gira tra le classi, sempre a disposizione per mense, pomeriggi etc...? Nei fatti si ripropone non solo il tutor, ma l'intero impianto di scuola proposto dalla Moratti, con un orario minimo per tutti e il resto a scelta individuale, i gruppi flessibili al posto delle classi al pomeriggio, i raggruppamenti nelle ore di mensa.... In più va considerato che con la proposta di legge Aprea tutto questo potrebbe condizionare anche lo stipendio degli insegnanti.....
7) Che cosa prevede la proposta di legge Aprea?
1) La possibilità di trasformare le singole scuole pubbliche statali in « fondazioni », cioè istituzioni private; 2) la trasformazione dei consigli d'istituto in « consigli d'amministrazione » di cui farebbero parte i privati che potrebbero condizionare programmi e didattica, istituire tasse etc...; 3) concorsi indetti scuola per scuola che legalizzerebbero il clientelismo e segnerebbero la fine della libertà d'insegnamento; 4) aumenti di stipendio solo più per pochi insegnanti, legati al giudizio annuale del dirigente e di colleghi « esperti », cioè alla disponibilità ad applicare le « riforme »; 5) fine del contratto nazionale e determinazione per legge di tutte le materie che riguardano gli insegnanti (orari di lavoro, diritti etc...);
8) Si tratterebbe quindi di una vera privatizzazione della scuola...
Sarebbe in effetti il colpo finale. Dopo che la Moratti ha eliminato i Programmi Nazionali e il ministro Fioroni non li ha ristabiliti, dopo che le scuole hanno cominciato a differenziarsi sempre di più, a imporre anche qualche contributo alle famiglie, a farsi pubblicità per strapparsi i « clienti », questi provvedimenti cambierebbero la natura stessa della scuola che non si potrebbe più definire « pubblica » e tanto meno « statale ».
9) Che cosa si prevede per le scuole superiori?
Negli ultimi giorni è apparsa la proposta di ridurre a quattro gli anni dei licei e degli istituti tecnici e professionali, di eliminare tutta una serie di indirizzi, di accorpare molte classi di insegnamento. Inoltre si prevede di ridurre le ore di lezione. Sono proposte già presentate in passato con due soli obiettivi: tagliare le spese, e dunque la preparazione dei ragazzi, e eliminare i titoli di studio oggi rilasciati, legalmente riconosciuti e validi nel mondo del lavoro (geometra, ragioniere, perito...).
10) Che cosa prevede il federalismo presentato in questi giorni?
Per la scuola si prevede la regionalizzazione completa del sistema e quindi la fine della scuola della Repubblica, uguale in tutto il Paese. Ogni Regione avrebbe proprie leggi, tasse etc... I contratti nazionali (e non solo quelli degli insegnanti) sarebbero distrutti. Con i tagli che si prospettano per le Regioni, poi, ci troveremmo ben presto a confrontarci con ulteriori attacchi, ma questa volta divisi regione per regione e senza possibilità di difendere la scuola in modo unito dal nord al sud del Paese.
Insegnanti, genitori, cittadini: fate conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, tra i conoscenti, la realtà che il governo nasconde.
TEST DI AUTOVALUTAZIONE DELLE MAESTRE DELL'ERA GELMINI
Scegliere solo una risposta per domanda

1) La scuola dell’uguaglianza è:
A. Una perniciosa deviazione comunista
B. La scuola dei principi costituzionali
C. L’attività di recupero sulle equivalenze

2) La collega maestra è
A. Una persona competente con cui scambiare idee e risolvere insieme problemi
B. Una concorrente per il premio salariale cui sottrarre le idee incentivanti
C. Non so, vivo nella mia classe, raramente le incontro.

3) La compresenza è:
A. Compre… cosa? In che senso?
B. Un’imbarazzante spreco di risorse
C. L’occasione di lavoro a gruppi per supportare chi è in difficoltà

4) Le uscite didattiche sono
A. Un’occasione di arricchimento della didattica e un collegamento tra scuola e territorio.
B. Una pericolosa esposizione dei bambini ai mille pericoli in agguato nella società
C. Una dannosa ed inutile interruzione della didattica del leggere, scrivere e far di conto

5) Il voto in condotta è
A. Un’arma fenomenale nelle nostre mani
B. Una semplificazione di una complessa serie di fattori da analizzare insieme ai genitori e ai colleghi
C. Una valutazione per verifiche stravaganti effettuate dentro grandi tubature

6) Il bambino migrante è:
A. Una dannosa ed inutile interruzione della didattica del leggere, scrivere e far di conto
B. Un allievo che dovrà dimostrare di essere all’altezza della nostra cultura
C. Una ricchezza per lo scambio culturale che potenzialmente porta nella classe
7) Il voto numerico è:
A. Un utile intervento governativo per migliorare le prestazioni degli allievi in aritmetica
B. Una pericolosa semplificazione
C. Più facile da scrivere, quindi migliore

8)Il grembiulino è
A. Un affare per le aziende tessili
B. Un intralcio dei movimenti e un’idea del passato
C. Una divisa simpatica che può dare lustro alla scuola

9) Come si scrive il nome della nuova ministra?:
A. Gelmini
B. Ghelmini
C. Terminator

10) Cosa significa “pari opportunità”?
A. Sempre aritmetica: pari, dispari, più, meno, quelle lì…
B. Una deriva pericolosa per una scuola votata all’eccellenza
C. Attenzione costante per eliminare ingiustizie di genere o collegate al ceto sociale e alla provenienza

11) Il Tempo Pieno è:
A. Uno spreco di denaro pubblico
B. Una preziosa risorsa didattica e sociale
C. Una formula di scuola interessante e da incrementare, a patto di limitarla alla parte antimeridiana della giornata

12) Se una bambina non capisce la tua spiegazione, cosa fai?
A. Spiego di nuovo, cambiando registro
B. La boccio
C. Consiglio ai genitori un percorso professionalizzante

Risposte:
1) A=3; B=0; C=2
2) A=0; B=3; C=2
3) A=2; B=3; C=0
4) A=0; B=2; C=3
5) A=3; B=0; C=1
6) A=2; B=3; C=0
7) A=3; B=0; C=2
A=3; B=0; C=3
9) A=3; B=2; C=0
10) A=2; B=3; C=0
11) A=3; B=0; C=3
12) A=0; B=3; C=2


Se hai collazionato sotto i 10 punti: ci dispiace, fai parte del 33% che dal prossimo anno non lavorerà più nella scuola pubblica.

Se hai fatto da 10 a 20: brava, sei una maestra sopportabile, anche se potresti incrementare un po’ lo zelo verso le riforme. Continuerai a lavorare con la paga base da miseria che hai oggi.

Se hai fatto da 21 a 30: brava! Sarai tra le colonne del nuovo corso. Stipendio premiale, ma ricorda che se non bocci almeno tre bambini all’anno il bonus potrebbe scaderti.

Se hai fatto da 31 a 36: bravissima, ti abbiamo già iscritta d’ufficio al nuovo corso-concorso da dirigenti della nuova era!

La riforma vista dai genitori

Interviste alla scuola Saffi